Storia

Da frontiera a cerniera

Passaggio naturale da e per la Mitteleuropa, la Valle dell’Adige ha assunto il nome di “Terradeiforti” nel tratto di 25 km compreso fra Avio, in Trentino, e la Chiusa di Verona. Un tratto di confine ripetutamente conteso nel corso dei secoli per il controllo delle vie di comunicazione e il dominio sulla pianura. Oggi, invece, è territorio che si propone come cerniera fra civiltà ed interessi non più contrapposti. Anche se periferico rispetto alle conurbazioni trentine e veronesi, e per questo ancora sconosciuto, esso presenta le rarità di un ambiente genuino, scarsamente affollato, con una viticoltura  specializzata  che  ne  caratterizza  l’ordinato

 

panorama. Una visione quasi idilliaca, ma fragile, dove le conoscenze vanno allertate, tanto in difesa dei conoidi di deiezione, quanto nel contenimento delle infrastrutture. La vita scorre serena fra borghi antichi da recuperare e pergolati dove si confondono appezzamenti di kiwi e d’uva, lasciando balenare l’argenteo degli olivi che, sempre più numerosi, si affacciano sui perimetri coltivati. A simbolica protezione stanno a nord il magnifico Castello dei Castelbarco, a Sabbionara d’Avio, e otto imponenti fortezze a sud, delle quali quella di Rivoli è la più maestosa e ricca di fascino.

 

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